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PALMARES "Uno terro, uno lengo, un pople" 2017

premi en pouesio - proso - image - lengo vivo


W qui escriou e fai literaturo a Nosto Modo encuéi!!!!!!
Un gaubi de pensar e crear que nous fai d'ome libre per gardar vivo la lengo de nosto mountagno entre Piemount e Prouvenço!" (S. Arneodo)

GRAN LAUREA 2017
Giovanni Martini per lou travai de 30 an "La memorio dei reire"

PROUVENçAL - FIET
pouesio
Escolo de Frabousa Souvrana - Ankafoira - E miaredz dla kova dia pradera - Meikonta...

PROUVENçAL - GRANT
pouesio
1 Mario Serrotti Sounet a San Magn
2 Barbara Soldà Chamin dal temp
3 Daniele Dao Ormena Brioun... Puro avio vito!

proso
1 Arianna Heritier Moun albre dint un' bouaeto
2 Luciana Conte La mountagno ai fourestie
3 Pinoulin - Ghibaudo Giuseppe Le pignole

IMAGE E PARAULES
Roberto Beltramo - Janò Arneodo Chamin de mountagno

PREMI AL TRAVAI
Ass E Kyé Fountane - Toponimi del comune di Frabosa Soprana - Anche le pietre hanno un nome

PREMI LENGO VIVO
L'Oste di fraire de San Dumian "L'oste a nosto modo"

PREMIA A LA MEMORIO
- Francesco Isoardi La memorio de la val Grano
- Pieretta Rosso Lou journ di Réi en Coumboscuro
- Ass. Tabas d'Endonn La memorio de la val Ges
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MIREIO - MIRELLA Sergio Arneodo traduce il poema di Mistral

per la prima volta il testo provenzale con l'italiano a fronte


Le traduzioni invecchiano, i capolavori che esse ci rendono accessibili rimangono perennemente giovani:

che si tratti di opere dell'ultimo secolo o dell'antichità, gli originali hanno una loro aura di sacralità alla quale non si può togliere o aggiungere neppure una iota. Trattandosi però di Mirèio, il capolavoro dell'allora (1859) ventinovenne Frederi Mistral (1830-1914), la questione dell'invecchia-mento delle traduzioni è ancora più calzante che d'ordinario, e ciò per la struttura metrico-prosodica stessa di questo poema dell'era moderna, tanto innovativo nei suoi contenuti sociali, quanto formale nella sua veste poetica.

Mirèio, presenta due aspetti distinti: uno epico-narrativo, l'altro squisitamente lirico, il tutto in una veste poetica molto formale. I problemi di traduzione che un simile testo pone fin dalle prime battute sono davvero spinosi. Da un lato una versione in prosa contornerebbe l'aspetto rigidamente formale dei versi originali, valorizzando l'aspetto narrativo del poema e non offrendo il fianco a rese eccessivamente sentimentali che, facilmente, potrebbero sconfinare nel patetico e nell'anacronistico. Dall'altro i momenti di intenso lirismo, costringerebbero il traduttore in prosa a delle forzature dei campi semantici d'arrivo per mantenere un minimo di quel canto melodioso che si sprigiona da ogni verso dell'originale. Compromesso molto difficile, ma è quanto hanno tentato di fare, dopo le ripetute versioni metrate di Chini, bravi traduttori come il poeta Diego Valeri, dagli anni Trenta in poi, preceduto da Ettore Fabietti e Corrado Zacchetti e seguito da Rita Mortara, Piero Raimondi e Cesare Boldreghini. Ma il fatto che ciascuno di essi sia ripetutamente tornato sui propri passi, con numerose edizioni rivedute, dimostra non solo l'interesse del pubblico italiano a questa resurrezione dell'antica e mai estinta musa provenzale, ma il desiderio dei traduttori di avvicinarsi di più alla natura complessa dell'originale e, d'altro canto, al pubblico.

La traduzione di Mirèio è ardua anche per via delle innumerevoli parole enracinées dans le terroir, che possono trovarsi solo in una lingua regionale, senza che esista un'adeguata resa in nessuna delle grandi lingue nazionali. Il traduttore di questa versione, Sergio Arneodo, sapeva che biso-gnava aggiornare un'ennesima volta il linguaggio delle precedenti traduzioni e - allo stesso tempo - recuperare i ritmi poetici troppo a lungo negletti dalle numerose versioni in prosa. Per questo ha scelto una via di mezzo: metri sì, ma su un progetto di resa testuale molto fedele e molto aderente all'originale. Il traduttore ha un merito speciale: quello di essere lui stesso provenzale e di conoscere a menadito non solo il testo di Mirèio, ma di condividere con Mistral, e con i dodici canti di cui si compone il suo capolavoro, la stessa lingua. Salutiamo qui una nuova epoca per la poesia di Mistral e un nuovo modo di presentarla e farla conoscere ben oltre le ristrette frontiere della Crau e della Camargue.

Sergio Maria Gilardino

>> Frédéric Mistral Mirèio - Mirella traduzione di Sergio Arneodo con testo originale a fronte, intro S Gilaridno, pp. 544, Coumboscuro, 2011, euro 19,00.

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Coumboscuro

Coumboscuro è una associazione ed un vallone montano delle Alpi Occidentali, in Valle Grana, Provincia di Cuneo. Dal 1950, Coumboscuro ha vissuto una avventura straordinaria iniziata nella Escolo, la plurilcasse della frazione di Sancto Lucio de Coumboscuro. In quella piccola aula con stufa a legna, travi al soffitto e piccole finestre - che ancora oggi accoglie l'unico caso di insegnamento sperimentale tre lingue italiano, francese, provenzale - il giovane maestro Sergio Arneodo e i suoi piccoli allievi hanno iniziato a scrivere e creare in lingua provenzale alpina. Dopo mille anni, la lingua dei trovatori veniva scoperta e usata anche in Italia. Da allora una intera minoranza linguistica, lentamente, ha preso coscienza del proprio patrimonio culturale e linguistico. Coumboscuro oggi è sede di Coumboscuro Centre Prouvençal, Centro Internazionale Studi Edzioni e Spettacolo, del Museo etnografico Coumboscuro, del Centro di Documentazione Provenzale, accoglie e organizza festival - Festenàl, Roumiage (manifestazioni internazionali), è sede di studi, editoria e discografia, luogo di interesse ed incontro di culture europee. Qui si ritrovano persone e uomini che amano la poesia, il bello, la poesia l'arte, la musica, nel respiro grande delle Alpi tra Piemonte e Provenza. Nel cuore d'Europa.

 


 

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